Patrizia Cattaneo


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La priora che baciò Elvis Presley

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LA PRIORA CHE BACIO’ ELVIS PRESLEY

di Patrizia Cattaneo


La Bibbia è costellata di conversioni eclatanti. Non mancano neppure ai giorni nostri i san Paolo che cadono sulla via di Damasco per una Luce che li abbaglia e che li spinge ad arrendersi al Mistero. Ogni conversione è un incontro con il Tu che cambia la rotta di una vita e le dà senso, ma è anche una luce che accende altre luci, perché ha il potere di trascinare molti.

A volte il Mistero fa delle scelte davvero originali, perché non ama passare inosservato. Il suo scopo è contagiare. È il caso di Dolores Hart, nome d’arte di Dolores Hicks, la prima attrice che baciò Elvis Presley sul set, durante le riprese del film
Loving You. Il re del rock era molto timido, tanto che gli arrossirono le orecchie per il timore di dover ripetere la scena. Fidanzata con l’impresario hollywoodiano Don Robinson, Dolores Hart nel 1963 ruppe la relazione sentimentale per entrare in clausura. Oggi ha 69 anni ed è priora dell’abbazia benedettina Regina Laudis nel Connecticut, col nome di Madre Judith.

La sua vocazione religiosa non ha soverchiato completamente quella cinematografica, e la priora ha aperto un teatro gestito dalle monache, in cui attori diversi interpretano opere di Shakespeare. Il suo esempio, se ha suscitato scalpore, ha anche provocato la curiosità degli amici della mecca hollywoodiana, che visitano il suo monastero in cerca di conforto spirituale e del senso della vita.

Madre Judith è estremamente felice e realizzata. È l’unica religiosa membro dell’Accademia del Cinema, che può votare per la concessione degli Oscar. La sua carriera cinematografica va dal 1957 al 1963 e vanta una decina di film, tra i quali, nel 1961 «
Francesco d’Assisi». Che il «colpo di grazia» sia partito da qui? Madre Judith non lo dice. Ricorda però che a dieci anni di età, dopo il divorzio dei genitori, andò a vivere coi nonni che la educarono alla fede cattolica.

Quando in seguito le capitò di cercare conforto spirituale presso l’abbazia
Regina Laudis, ogni volta le costava sempre più fatica ritornare a casa, finché decise che la sua casa era quella e, tagliati i ponti con Broadway, si dedicò alla preghiera, al silenzio e al lavoro agricolo nel monastero del Connecticut, secondo la regola benedettina “Ora et labora”.



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