Patrizia Cattaneo


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Padre Pio tra angeli e demoni

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PADRE PIO LUCE E MISTERO



Padre Pio non era esorcista, tuttavia per volontà divina il suo rapporto con il mondo angelico fu senza veli. Era talmente immerso nel divino, che per lui non esisteva il confine tra luce e mistero. Per lui vedere gli angeli, le anime dei defunti, Cristo, la Madonna, san Francesco e lottare con il diavolo, che chiamava barbablù, birbaccione, cosaccio, bestiaccia, ecc., era talmente naturale, che era convinto fosse comune a tutti. La missione di combattere il diavolo gli fu preconizzata in due visioni prima del suo ingresso in convento. Nella prima, il giovane vide accanto a sé un uomo maestoso di rara bellezza, splendente come il sole. Era Gesù Cristo, che prendendolo per mano gli disse: «Vieni con me perché ti conviene combattere da valoroso guerriero» e lo condusse in un’ampia radura dove si trovava una moltitudine di uomini divisi in due schieramenti. Da un lato erano bellissimi e indossavano vesti bianche, dall’altra erano orridi mostri in vesti nere. Il giovane annota: «Se ne stava quest’anima tutta intenta ad ammirare questi due gruppi di uomini, ecco all’improvviso avanzò in mezzo di quello spazio, che divideva i due gruppi, un uomo di smisurata altezza da toccare con la fronte le nuvole».
Malgrado lo spavento di trovarsi di fronte a quell’orribile mostro, Cristo gli assicurò: «Fatti animo, entra fiducioso nella lotta, avanzati coraggiosamente che io ti starò d’appresso; io ti aiuterò e non permetterò ch’egli ti abbatta». L’urto fu terribile, ma il giovane ne uscì vittorioso. Gesù gli disse: «Egli ritornerà sempre all’assalto per rifarsi dell’onore perduto; combatti da valoroso e non dubitare del mio aiuto». I personaggi orridi, dopo la sconfitta del loro capo, si diedero alla fuga. In una seconda visione, il giovane capì chiaramente che lo scopo della sua entrata in religione era la lotta contro l’infernale personaggio.

Dopo il suo ingresso in convento la previsione si avverò. Nel 1921 padre Pio depose all’inquisitore del Sant’Uffizio: «Fino circa dal 1912, sentivo rumori che a Foggia cominciarono ad essere avvertiti anche da altri che venivano da me, ammalato, a sentire di che si trattasse: e mi si presentavano suggestioni cattive in figura esterna, ora figure umane, ora di bestie ecc. Da anni né rumori né suggestioni si ripetono».
Nella sua corrispondenza col padre spirituale, troviamo riferimenti dettagliati circa queste lotte fisiche: «Barbablù non si vuole dare per vinto. Ha preso quasi tutte le forme. Da vari giorni in qua mi viene a visitare assieme con altri suoi satelliti armati di bastoni e di ordigni di ferro e quello che è peggio sotto le proprie forme. Chi sa quante volte mi ha gittato dal letto trascinandomi per la stanza. Ma pazienza! Gesù, la Mammina, l'Angioletto ed il padre San Francesco sono quasi sempre con me».

«L’altra notte la passai malissimo; quel cosaccio da verso le dieci che mi misi a letto, fino alle cinque della mattina non fece altro che picchiarmi continuamente».
E ancora: «I cosacci…mi si avventarono addosso, mi gittarono a terra e mi bussarono forte forte, buttando per aria guanciali, libri, sedie, emettendo in pari tempo gridi disperati e pronunziando parole estremamente sporche. Fortuna che le stanze vicine ed anche sotto la stanza dove io mi trovo sono disabitate».
È l’angelo custode che lo soccorre nella lotta, tuttavia un giorno non si presenta al suo grido di aiuto: «Non vi dico poi in che modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi sento presso a morire. Sabato mi sembrò che mi volessero proprio finire, non sapevo più a qual santo votarmi; mi rivolgo al mio angelo e dopo d'essersi fatto aspettare per un pezzo eccolo infine aleggiarmi intorno e con la sua angelica voce cantava inni alla divina maestà. Successe una di quelle solite scenate; lo sgridai aspramente d'essersi fatto così lungamente aspettare, mentre io non avevo mancato di chiamarlo in mio soccorso; per castigarlo non volevo guardarlo in viso, volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo: ma egli poverino mi raggiunge quasi piangendo, mi acciuffa, finché sollevato lo sguardo, lo fissai in volto e lo trovai tutto spiacente».

L’episodio si ricollega alla dottrina tomista, per cui Dio permetterebbe una specie di parziale abbandono da parte dell’angelo custode, per le finalità di prova e tentazione.

Tratto dal libro: Padre Pio luce e mistero, Patrizia Cattaneo, Armando Curcio Editore aprile 2009, con dvd

I DEMONI NELLA TRADIZIONE CATTOLICA


I demoni sono creature angeliche, ma decadute, a causa della loro ribellione a Dio, come spiega la Bibbia. Pur perseverando nell’odio contro Dio e contro gli uomini, sono pur sempre creature, e in quanto tali limitate e infinitamente inferiori al Creatore a cui sono sottomesse. San Tommaso d'Aquino ne riassume con chiarezza l’opera e i limiti.
Anche fra loro, spiega, ci sono ordini superiori e inferiori, stabiliti in base ai loro doni naturali.
Tuttavia essere superiore tra i perversi non è una felicità, ma una miseria. [...]
Gli angeli buoni hanno autorità sopra i demoni, perché partecipano al dominio supremo di Dio
[...]. Ciò che fanno gli angeli non è miracoloso, perché anch’essi sono forze comprese nell’ambito delle forze naturali, e il miracolo invece è qualcosa che supera e si pone al di fuori della natura.
Angeli e demoni non possono piegare la volontà degli uomini, ma possono indurli con la persuasione e suscitando passioni e sensazioni interiori. Possono accendere l’immaginazione, anche attraverso sogni. Con le loro forze naturali possono impressionare i nostri sensi, presentando un sensibile anche di loro diretta formazione.
I demoni combattono gli uomini per malizia. Dio lo permette a fin di bene e sostiene i suoi figli con la sua grazia e con l’aiuto degli angeli.
Il diavolo tenta per nuocere e indurre al peccato, ma non tutti i peccati derivano direttamente dalla sua tentazione. Alcuni dipendono da cattiva volontà e da corruzione.
I demoni possono ingannare gli uomini, seducendoli con il potere naturale che ancora conservano. Esso consente loro di compiere opere meravigliose, che tuttavia non sono veri miracoli, perché i veri miracoli può operarli Dio solo. [...]

Dal libro: Padre Pio luce e mistero, Patrizia Cattaneo, Armando Curcio Editore aprile 2009, con dvd

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