Patrizia Cattaneo


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Santa Gemma Galgani

Aiuti per la liberazione


SANTA GEMMA GALGANI


Temuta dal diavolo durante gli esorcismi al pari di san Pio da Pietrelcina, e di altri santi esorcisti, santa Gemma Galgani è una mistica contemporanea che durante la sua breve vita ha mantenuto l’anima pura e strettamente unita alla Passione di Cristo.

Gemma Galgani nasce a Borgonuovo di Camigliano (Lucca) il 12 Marzo 1878. Mentre riceve la cresima, Gesù le chiede il sacrificio della mamma. A diciotto anni subisce, senza anestesia, una dolorosa operazione al piede e nel giorno di Natale, dello stesso anno, emette il voto di castità. Presto Gemma rimane completamente orfana, nella più squallida miseria. Ormai ventenne, rifiuta una proposta di matrimonio, per essere «tutta di Gesù».

Lo stesso anno guarisce miracolosamente da una grave malattia e iniziano le esperienze mistiche. Parla col suo Angelo Custode e gli da incarichi delicati, come quello di recapitare a Roma la corrispondenza per il suo direttore spirituale. "La lettera, appena terminata, la do all'Angelo", ella scrive."È qui accanto a me che aspetta". E le lettere, misteriosamente, giungono a destinazione senza passare attraverso le Poste. Nel giugno 1899, Gemma riceve il dono delle stigmate. Nello stesso anno conosce i padri Passionisti che la introducono in casa Giannini. Accolta come una figlia in questa casa devota e agiata, vi conduce una vita ritirata tra casa e Chiesa.

Ma le strepitose manifestazioni della sua santità superano le mura della casa borghese. Opera conversioni, predice avvenimenti futuri, cade sovente in estasi, lotta contro il diavolo. Sul suo corpo, oltre ai segni dei chiodi, appaiono le piaghe della flagellazione. Le stimmate si aprono, dolorose e sanguinanti, ogni settimana, la vigilia del venerdì.

Qualche direttore spirituale non sa come giudicare la fanciulla: la sospettano di mistificazione, parlano d'isterismo o di suggestione, chiedono prove, esigono obbedienza. Gemma Galgani, in mezzo ai dolori fisici e alle prove morali, non chiede nulla, o meglio, chiede a Gesù, per sé, più dolore e per gli altri chiede la conversione e la salvezza.

Nel 1901, all’età di 23 anni, Gemma scrive per ordine di Padre Germano, suo direttore spirituale, la sua autobiografia. L’anno successivo si offre vittima al Signore per la salvezza dei peccatori. Gesù le chiede di fondare un monastero di claustrali Passioniste in Lucca. Gemma risponde con entusiasmo. Nel mese di settembre dello stesso anno si ammala gravemente. La sua vita è segnata profondamente dal dolore. Inizia il periodo più buio della sua vita. Il Sabato Santo dell'anno 1903, Gemma muore a 25 anni di età, divorata dal male, ma chiedendo sino all’ultimo ancora dolore.

Pio X nel 1903, firma il Decreto di fondazione del Monastero Passionista in Lucca. Nel 1905 le claustrali Passioniste iniziano la loro presenza a Lucca, realizzando l'antico desiderio che Gesù aveva espresso a Gemma. Padre Germano, direttore spirituale di Gemma, scrive nel 1907 la prima biografia della mistica di Lucca. Nel 1940, Pio XII la dichiara santa.

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