Patrizia Cattaneo


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Una preghiera speciale

Aiuti per la liberazione

LA PREGHIERA DI LIBERAZIONE
PIU’ EFFICACE

© 2012 Patrizia Cattaneo

Nella foto: Padre Cipriano de Meo

Padre Cipriano de Meo, attuale presidente dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti (AIE), nonché decano di tutti gli esorcisti con quasi 60 anni di esperienza nel “settore”, a marzo 2011 ha tenuto il suo corso annuale per esorcisti a San Giovanni Rotondo.
Dopo la vita di grazia e il ricorso regolare ai sacramenti, padre Cipriano ha affermato che la preghiera più efficace per contrastare l’opera del diavolo è il Padre Nostro, tuttavia questa grande preghiera non è valorizzata come meriterebbe dalla pietà popolare. Occorre riscoprirla, perché oltre a racchiudere tutte le principali richieste per la nostra vita materiale e spirituale, ci mette in comunione filiale con il nostro Padre celeste.

Il “Padre Nostro” è uno stile di vita
“In tema di lotta contro il diavolo, ha esordito padre Cipriano, vorrei rivalutare il Padre Nostro, la preghiera più bella e più completa, perché ce l’ha insegnata Gesù stesso.
Tutte le preghiere sono buone, ma non devono farci dimenticare che Dio è Padre e che noi siamo figli. Quando i discepoli domandarono al Signore “insegnaci a pregare” (Lc 11,1), Gesù, il Maestro spirituale per eccellenza, rispose: “quando pregate non sprecate parole” (Mt 6,7) e diede loro il Padre Nostro.
Cristo ci ha messo nella posizione di figli adottivi, che hanno il diritto di chiedere al loro Padre ciò di cui hanno bisogno e la nostra figliolanza è un motivo di gioia, di fiducia e di fede. Gesù stesso ci insegna a chiedere: “liberaci dal maligno”, anche se oggi la traduzione preferisce usare: “liberaci dal male”. Con “male” o “maligno” si intende tutto il mondo del male e del peccato. Nel Padre Nostro chiediamo al Padre la forza necessaria per resistere con coraggio al demonio come tentatore e l’aiuto per liberarci da tutti i mali spirituali e materiali, passati, presenti e futuri.
Il Padre Nostro non è solo una preghiera, ma è uno stile di vita che bisogna cercare di incarnare. Certamente tutte le preghiere sono buone (in particolare l’adorazione eucaristica e il rosario), ma ogni preghiera autentica deve partire dal concetto di figlio che si relaziona con fiducia a suo Padre. Non sono infatti le labbra che pregano: Gesù ci insegna a pregare con poche parole, ma con il cuore".


CLAUDIA KOLL:
HO CAPITO CHE DIO E' PADRE
PERCHE' HA RISPOSTO AL MIO GRIDO



Le due testimonianze seguenti confermano l’efficacia della preghiera filiale e fiduciosa rivolta al Padre celeste nel pericolo. Trascriviamo una testimonianza rilasciata in pubblico dall’attrice Claudia Koll, che conferma come il “Padre Nostro”, gridato verso il cielo, abbia ottenuto rapida risposta dal Padre, che l’ha salvata da un pericolo mortale.

Racconta l’attrice: “Ho incontrato il Signore alcuni anni fa durante un evento drammatico che ha stravolto la mia vita, ma che mi ha aperto gli occhi, facendomi comprendere che la vita è molto bella e va vissuta intensamente e che bisogna amare Dio con tutto il cuore. Di conseguenza l’amore sgorga dal cuore e si riversa sugli altri. Ho sperimentato l’Amore di Dio e tutto il resto non mi spaventa più. Confido in Dio e mi abbandono a Lui ed Egli fa cose meravigliose quando si è piccoli, umili e disponibili al dono di sé.
Ho ricevuto un’educazione cristiana, sono andata a scuola dalle suore. Subito dopo la mia nascita, mia mamma ed io abbiamo rischiato di morire, per questo sono stata affidata alla nonna materna, non vedente, che però vedeva con gli occhi della fede. Era molto devota alla Madonna di Pompei e al Sacro Cuore di Gesù e recitava spesso il rosario; grazie a lei nella mia prima infanzia ho respirato una particolare presenza di fede.
Mia nonna Maria si rivolgeva a Dio ogni istante della giornata e per me è stata una figura di riferimento. Pur essendo cieca cucinava, innaffiava l’orto, aveva l’abitudine alla diversità e la viveva nel Signore, perché pregava e a Lui chiedeva aiuto e conforto. Mi accudiva tenendomi legata al polso con un filo di lana. Guardavamo insieme la tv. Io le dicevo cosa vedevo e già a cinque anni dicevo che volevo fare l’attrice.
Come molti ragazzi, dopo la cresima ho lasciato la chiesa e ho iniziato a vivere come volevo, con spirito di ribellione. Credevo che quella fosse la vera libertà e pian piano ho commesso errori su errori, finché mi sono trovata in uno stato di peccato mortale che mi ha scoperto, in qualche modo mi ha tolto la protezione, e alcuni anni fa, quando tutto apparentemente andava bene (guadagnavo bene, però non ero in grazia di Dio, che è la cosa più importante), sono stata attaccata da uno spirito del male.
E’ molto brutto lo scontro frontale con il male, perché veramente non ci appartiene. E’ stato un trauma per me, perché non immaginavo che esistesse né che potesse essere così cattivo. Eppure Dio mi ha aiutata, mi ha salvata, mi ha rialzata, perdonando i miei molti peccati. Questo non posso dimenticarlo, perché il Signore mi ha difeso in un momento in cui ero in grave debito con Lui.
E’ successo con la meditazione. Non facevo meditazione per un desiderio religioso, ma perché molte persone dello spettacolo fanno meditazione prima di lavorare. C’è molto buddismo nel nostro ambiente. Io non ero buddista, nonostante avessi anche un produttore teatrale buddista che mi dava ogni tanto qualche informazione e libretto sull’argomento. Facevo meditazione per riposare, per rilassarmi, per trovare la pace e concentrarmi per lavorare.
E un giorno ho scoperto che questa pace che cercavo in maniera artificiale con le musiche New Age, provocava qualcosa, perché quando piegavo il tappetino di plastica c’erano delle scariche elettriche e con questa meditazione - probabilmente ho anche delle attitudini medianiche -, sono entrata in comunicazione con qualcosa a livello spirituale che non si è rivelato subito come negativo ma accattivante, quindi ho anche dialogato un po’ con questo spirito, che poi si è rivelato per quello che era, chiedendomi di odiare. Quando mi ha detto che dovevo odiare, ho capito che dentro di noi c’è un’impronta profonda di Dio, perché malgrado fossi in peccato mortale gli ho risposto, con la purezza e semplicità di una bambina: “Io sono fatta per amare”. Infatti in tutta la mia vita, anche se sbagliata, quello che cercavo era amare e sentirmi amata.
E così quando ho risposto che ero fatta per amare, questo spirito si è rivelato per quello che era, mi ha detto che era la morte e che voleva uccidermi. E in quel momento ha cominciato a farmi male fisicamente, a stringermi dal basso. Mentre saliva, come un’edera che mi stritolava, sentivo dolore fisico e ho capito che mi stava facendo veramente male, che era qualcosa di brutto e ho cercato di camminare su e giù per la stanza, ma quella forza non si fermava. Allora mi sono rivolta a Dio, ho pregato il Padre Nostro, tenendo tra le mani un crocifisso che mi aveva regalato un collega pochi giorni prima.
Quando la mia preghiera è diventata un grido di aiuto, ma un grido del cuore e non delle labbra, il Signore è intervenuto, e questa forza che mi stava facendo male è sparita lasciandomi spaventata, con il cuore agitato. In quel momento ho sentito una pace che scendeva, mi avvolgeva e mi riempiva il cuore. Avevo cercato la pace in modo artificiale con la musica, con la meditazione e invece ho scoperto che la pace è un’altra cosa, è un dono di Dio. Nasce dalla riconciliazione, dal rapporto profondo con il Signore. In quel momento ho capito che Dio c’era, che mi amava, mi perdonava, e la pace era il segno del perdono. Ho capito che Dio è un papà, perché ha risposto a quel grido “Padre”! Oggi capisco che Gesù è l’unico mediatore con il Padre, in quanto il Padre mi ha perdonata per i meriti della passione e morte di Cristo che ha pagato per i miei peccati. Quindi Gesù è per me il Salvatore, è colui che mi salva, che mi ama, e l’amore è più forte della morte”.

© 2012 Patrizia Cattaneo

NB. : le testimonianze e la catechesi sono state trascritte, sintetizzate e adattate dalla forma orale a quella scritta senza la revisione e la rilettura degli autori.



VERONIQUE:
STAVO PER MORIRE E DENTRO DI ME RIPETEVO IL PADRE NOSTRO


Ho ricevuto questa email da Véronique (nome di fantasia), un’artista parigina che ha voluto raccontarmi la sua toccante conversione. Anche nella sua testimonianza il ruolo del Padre Nostro è stato determinante per la sua salvezza fisica e spirituale.

Racconta Véronique: “Mi pongo molte domande sulla religione cattolica, malgrado abbia studiato dalle suore. Ho sempre avuto un forte dono di medianità che mi permette di entrare facilmente in contatto con forze sconosciute. Questa facoltà me la porto dietro dall’infanzia e mi è sempre pesata. Non sono mai andata a cercare medium e veggenti, semplicemente li ho trovati sulla mia strada, ma a un certo punto ho capito che questo mondo è popolato di forze pericolose e lo scorso inverno ho cercato un esorcista per liberarmi da questa sensitività innata. Dopo tre ore di colloquio, l’esorcista mi ha detto che ho una grande facilità a mettermi in contatto con forze sconosciute e che Satana cercherà di attirarmi, mostrandomi ancora più cose di quante già non ne conosca, per legarmi a sé e per distruggermi. Dopo questo colloquio, anche se non riesco ancora ad accettare tutte le posizioni della Chiesa cattolica, ho scelto Dio, rinunciando completamente a letture, amicizie, opere e ambienti esoterici. L’esorcista ha pregato su di me, poi mi ha detto di andare a confessarmi. Ma queste facoltà non sono sparite. Fin dall’infanzia faccio sogni premonitori, prevedo eventi che si realizzano nell’80% dei casi. Non posso farci niente, per me è una croce, ma mi rendo anche conto che Dio mi ha sempre protetto.
Ho sentito molto forte il Suo aiuto il giorno in cui stavo per perdere la vita per un incidente. Ero clinicamente condannata, ma mentre ero in rianimazione e stavo per morire, ho sentito un calore intenso, ho visto molta luce e dentro di me scorreva incessantemente la preghiera del Padre Nostro.
Malgrado le flebo e i cateteri, mi sono messa a pregare intensamente, sono sopravvissuta e sono uscita da questa prova con una forte fede in Dio. Sulla mia strada ho incontrato molti veggenti che mi hanno consigliato e mostrato molte cose, e un giorno un medium importante mi ha proposto: “Tu hai un grande dono, ti aiuterò a formarti e anche nel satanismo avrai grandi poteri”. Ho rotto immediatamente i ponti con lui, liberandomi di molte altre persone appartenenti a questo universo, e circondandomi solo di persone credenti, che hanno una sensibilità simile alla mia, perché almeno tra noi possiamo comprenderci. L’inverno scorso sono andata da questo prete esorcista, e anche se ci siamo scontrati su diversi punti, il colloquio con lui mi ha fatto ritrovare la pace interiore. Il prete mi ha esortato a riavvicinarmi a Dio, a confessarmi, a pregare, ad allontanarmi dagli ambienti esoterici, dicendomi che avvicinandomi a Dio avrei fatto degli incontri diversi. Ho fatto tutto quello che mi ha detto e da mesi non faccio che leggere e rileggere i salmi della Bibbia. Ho rifiutato proposte di massoni e di altre persone che mi sollecitavano a praticare la divinazione. Non ho rifiutato per paura, ma perché ho capito che la mia vita e il mio Destino solo altrove, così ho detto ai miei conoscenti che la mia chiamata interiore è Dio e che non voglio più deviare da questo cammino. Infine il 1° gennaio 2011, festa della Madre di Dio, dopo aver festeggiato il capodanno, non riuscivo a dormire. Di buon mattino mi sono messa in tenuta da jogging e sono andata a correre lungo il fiume, dove mi sono imbattuta in una statua della Madonna a grandezza naturale. Lì ho pregato e ho pianto molto. Ho sentito una pace, una dolcezza… mi sono sentita come tra le braccia di una madre, e questa esperienza ha rafforzato la mia decisione di non avere più nulla a che fare con il mondo dell’occulto. Malgrado tutti i miei sbagli e le mie deviazioni, amo prima di tutto la Vita. Riguardo alla mia ipersensibilità ho capito che ci devo convivere, ma con Dio, convogliandola nella mia attività artistica, come mi ha consigliato l’esorcista.

© 2012 Patrizia Cattaneo


IN CONCLUSIONE


Sono stupefacenti le similitudini nelle testimonianze di Claudia Koll e di Véronique, e la risposta al loro grido “liberaci dal male” lanciato verso il Padre in un momento di pericolo. Entrambe hanno studiato dalle suore, operano in campo artistico e manifestano facilità a entrare in contatto con un universo abitato da forze sconosciute. Al contempo capiscono che la loro anima è fatta per amare, che il bene è scritto nel loro cuore e lo scelgono istintivamente, nonostante vengano attratte da false luci, che una volta smascherate rivelano lo spietato inganno del maligno.
Malgrado siano coscienti della loro lontananza da Dio, nel pericolo gridano a lui e il Padre buono le soccorre prontamente, infondendo nel loro cuore la pace come segno della sua presenza e del suo amore. Ma la pace biblica – lo
shalom – va oltre, perché non è solo uno stato di quiete, ma è il compimento del proprio destino di figli amati dal Padre, che è possibile realizzare in pienezza solo in comunione con Lui.
La vicenda di Véronique dimostra che un esorcista che prega e si rende disponibile all’ascolto, oltre a scacciare i diavoli dal corpo degli ossessi, può salvare molte anime allontanandole dal peccato e smascherando i sottili inganni del maligno. “Dite ai vostri superiori di farvi pregare di più e lavorare di meno”, disse Padre Pio a un sacerdote di mia conoscenza, oggi novantenne. Infatti senza una vita di autentica preghiera, di relazione profonda Padre-figlio, il sale della terra perde il sapore e la luce del mondo si spegne.
Anche su questo punto padre Cipriano va al sodo: interrogato sul programma che prevede di seguire come nuovo Presidente dell’AIE, ha risposto senza esitazioni: “Intendo insistere sulla vita di preghiera del sacerdote, esortare gli esorcisti a pregare e a far pregare. Senza la preghiera e l’umiltà non si combatte nessun diavolo”. Questa regola vale per tutti, laici compresi.
© 2012 Patrizia Cattaneo

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