Patrizia Cattaneo


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Natuzza Evolo

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NATUZZA EVOLO: COSE DELL’ALTRO MONDO


Statua del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime
che si venera a Paravati

Natuzza Evolo è un’umile e straordinaria donna di Paravati, una frazione di Mileto in Calabria che conta tremila anime. È nata il 23 agosto 1924 ed è tornata alla casa del Padre il 1° novembre 2009. Il suo nome è il diminutivo di Fortunata.
A questa umile donna analfabeta vengono attribuite eccezionali facoltà mistiche che la fanno ritenere un caso estremamente credibile. Presenta infatti il dono delle stigmate, della bilocazione visibile e invisibile, della diagnostica, della profezia, della guarigione, dei profumi mistici, della scrittura a sangue (emografia). Comunica con le anime dei defunti, con Gesù, la Vergine Maria, gli angeli e i santi e vede costantemente il suo angelo custode e quello dei suoi interlocutori.

Anche quando, ormai anziana e ammalata, non poteva più ricevere più i pellegrini in cerca dei suoi illuminati consigli e delle sue preghiere, molti affermano di averla vista in bilocazione, altri dicono di aver trovato la loro corona del rosario annodata, segno distintivo delle sue visite invisibili, o di aver percepito la sua vicinanza attraverso un profumo mistico di fiori.

Insomma i fenomeni intorno a Natuzza sono molteplici e complessi e non a caso su di lei sono stati versati fiumi di inchiostro. Malgrado ciò, la mistica di Paravati è rimasta semplice e povera, rifiutando sempre doni e denaro offerti per riconoscenza dai suoi beneficati. La sua vita è stata molto dura ed esemplare, e per questo credibile: una continua immolazione di sposa, di madre e di mistica. Natuzza ha portato sul suo corpo, specialmente durante la Settimana Santa, i segni della passione di Cristo. I suoi consigli e le sue preghiere hanno salvato la vita e l’anima di innumerevoli persone, ridando loro la speranza.

Il padre di Natuzza emigrò in Argentina in cerca di fortuna prima della sua nascita. Non tornò più e Natuzza lo vide solo in bilocazione. Ebbe un’infanzia poverissima e fin da piccola iniziarono a manifestarsi in lei i primi fenomeni mistici. A 8 anni le apparve san Francesco di Paola e, al momento della prima Comunione, l’ostia si trasformò in sangue nella sua bocca. Verso la fine del 1938, Natuzza trovò lavoro come domestica presso l’avvocato Silvio Colloca a Mileto, dove iniziarono ad apparirle spontaneamente le anime dei defunti, che vedeva come se fossero vivi, a cui seguirono le visioni di Cristo e della Vergine Maria.

Nel 1940, il giorno della sua cresima Natuzza ricevette un altro dono mistico pressoché unico: la scrittura a sangue (emografia), che consiste nella comparsa spontanea di scritte, disegni, simboli di carattere sacro su indumenti, stoffe e fazzoletti posti a contatto con il suo corpo. Si tratta di croci, cuori, ostensori, rosari e scritte in italiano, greco, latino, francese e lingue sconosciute. Se si pensa che Natuzza era analfabeta, il fenomeno risulta ancora più sorprendente. Ma è addirittura strabiliante se si considera che i fazzoletti venivano posti su di lei ancora ripiegati e, ritraendoli, presentavano subito sotto gli occhi esterefatti dei presenti, disegni e frasi di senso compiuto, che si erano formati in genere all’interno.

Nel 1943 Natuzza sposò per procura con un falegname del paese, Pasquale Nicolace, che era lontano da casa per prestare il servizio militare. Dopo le nozze Natuzza, visto il suo particolare rapporto con divino, iniziò a dubitare di non aver fatto la volontà di Dio. Temeva di non saper conciliare i doveri coniugali con un’esistenza particolare al servizio del Signore e delle anime. A fugare ogni dubbio le apparve Gesù, che le chiese: “Perché piangi?”. E Natuzza: “Perché penso che una volta sposata non merito più il vostro amore e che ho fatto male a sposarmi”. Ma Gesù la rassicurò: “Ti ho sempre amata e ti amerò sempre di più se compirai il tuo dovere di sposa e di madre!”.

Natuzza e Pasquale, soprattutto dopo la nascita dei loro cinque figli, hanno condotto una vita dura, piena di privazioni e sacrifici, e malgrado la donna si prodigasse senza sosta per il prossimo, non accettò mai né denaro, né regali dai suoi beneficati che l'avrebbero ricoprta d'oro per le grazie straordinarie ricevute suo tramite. La gente accorreva a ogni ora per chiederle una parola di conforto o la sorte dei propri cari estinti. Dal 1939 erano iniziati anche i fenomeni bilocativi, mentre Natuzza lavorava ancora presso i Colloca. La gente raccontava di averla vista in luoghi differenti dove spesso lasciava un segno visibile del suo passaggio.

Natuzza, durante l’esperienza bilocativa, vedeva perfettamente il luogo in cui si trovava, e vi restava il tempo necessario alla missione da compiere, in genere pochi minuti, cosciente che il suo corpo era altrove. Era come se avesse un altro corpo e potesse agire e parlare in un luogo, mentre si trova contemporaneamente in un altro. La bilocazione si verifica solo per permesso divino e solo con uno scopo ben preciso. Poiché i fenomeni mistici non si escludono a vicenda, durante le bilocazione Natuzza lasciava segni in ricordo del suo passaggio, ad esempio emografie sulle tende o sui guanciali o nodi nelle corone del rosario.

La bilocazione di Natuzza poteva essere percepita con l’olfatto (profumo di fiori), la vista, il tatto, l’udito, ma anche in sogno o in visione. La sua missione principale era quella di consolare gli afflitti e di partecipare alle loro sofferenze assumendole su di sé. Vedeva in continuazione il suo angelo custode e quello delle altre persone. Riconosceva i sacerdoti a prima vista perché diceva che il loro angelo custode si trova alla loro sinistra, a differenza di quello dei laici che sta alla loro destra.

Quando la gente andava da lei per conoscere il futuro, rispondeva che esso è noto solo a Dio, che lo rivela solo eccezionalmente. Dunque Natuzza non prevedeva il futuro, ma centrava i problemi, grazie al suo angelo custode, e diagnosticava con una terminologia esatta anche le malattie. Prodigava consigli utili e illuminati su problematiche complesse, sempre attraverso gli angeli custodi. Questo fenomeno era molto accentuato anche in Padre Pio e in altri santi e mistici.

La Madonna nel 1944 le aveva annunciato che a Paravati sarebbe sorta una grande opera in suo onore. Un giorno che le apparve, Natuzza le disse: “Vergine Santa, come vi ricevo in questa casa brutta?”. La Vergine allora le rispose: “Non ti preoccupare, ci sarà una nuova e grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani e di quanti altri si troveranno nel bisogno e una grande Chiesa che si chiamerà Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. Il 13 maggio 1987, con l’approvazione del vescovo locale e dietro ispirazione di Natuzza, è stata fondata l’associazione omonima, trasformata poi in fondazione onlus, e oggi si sta concretizzando gradualmente il desiderio espresso dalla Madonna quasi settant'anni anni fa.

Nel 1994 la Vergine le chiese anche di istituire dei cenacoli di preghiera, dedicati al suo Cuore Immacolato, che ora sono diffusi ovunque, perché il segreto di Natuzza e il desiderio di Dio per tutti i suoi figli è la preghiera assidua, costante e fiduciosa, che gli strappa le grazie attraverso il Cuore Immacolato di sua Madre.

L'iter per la beatificazione di Natuzza Evolo è partito sei mesi dopo la sua morte. Il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo, ha invitato chi l'ha conosciuta, a raccogliere ricordi e testimonianze su di lei.

Sito ufficiale della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime

www.fondazionenatuzza.it


Indirizzo:
Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime

Via Umberto I n. 153 - 89852 Paravati (VV)
Tel. 0963.336478 - Fax 0963.337081



Patrizia Cattaneo
© 2007
Foto: Patrizia Cattaneo
© 2007

Articolo riadattato e attualizzato, pubblicato su “Il Segno del Soprannaturale”, febbraio 2007.

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